Quando le competenze trasformative delle persone incontrano l’Intelligenza Artificiale: una chiamata diretta alla filantropia istituzionale

Di Elisa Ricciuti e Luca Baraldi

Molte cose possono succedere nell’incontro-scontro tra l’uomo e la macchina. Una delle opportunità più strabilianti è che possiamo cogliere l’occasione per ripensare il nostro modo di pensare, di parlare, di stare nel nostro tempo.

L’idea che in questo articolo si propone è che l’Intelligenza Artificiale possa rappresentare, per le fondazioni, un banco di prova della capacità di accogliere, comprendere e governare la complessità, assumendosi il compito – più esigente, più profondo, più rivoluzionario – di orientare il cambiamento.

Pubblicato in originale su Vita.it, riportiamo qui una versione integrata.

Fiducia, speranza, pensiero sistemico: non sono valori, ma competenze trasformative. E come tali la filantropia le può rafforzare. Può la riflessione sull’intelligenza artificiale diventare una leva?

È ormai da tempo che il terzo settore si muove in un contesto di pensiero e di pratica sempre più complesso. I bisogni esplodono, narrative apocalittiche e prepotenti arrivano da oltreoceano, le nubi della guerra si ammassano lente anche sull’Europa, il supporto dell’istituzione pubblica vacilla (quando non si riduce drasticamente) e gli ambiti costruttivi dove dominano solidarietà e quiete sembrano sempre più ridotti.

È anche da tempo ormai che la filantropia è incoraggiata a pensare ad un sostegno diverso nei confronti del terzo settore, cuore pulsante del suo mandato. Si parla spesso, su queste pagine e nei principali eventi dedicati, di cambiamento sistemico, di fiducia, di sostenibilità e, ultimamente, anche di speranza: ingredienti fondamentali per un cambiamento nell’approccio alle relazioni che è prima di tutto un cambiamento di pensiero. Eppure, la filantropia continua a muoversi all’interno di assetti consolidati, che rendono complesso tradurre questi orientamenti in cambiamenti concreti.

Allora, che fare?

Il nodo centrale sta nel riconoscere che speranza, fiducia, pensiero sistemico, uso consapevole delle risorse, orientamento al lungo termine non appartengono al registro dei valori, ma a quello delle competenze. In linea con il modello delle competenze trasformative per lo sviluppo sostenibile (Inner Development Goals (IDGs), non ci aiuta posizionarli nel campo dei valori o trattarli come buon senso. Sono competenze, e questo cambia tutto: perché si possono allenare, coltivare, addirittura misurare, e attorno ad esse si possono costruire culture organizzative favorevoli e feconde. È questione di scelta e di responsabilità collettiva scegliere di rafforzarle, il che a sua volta è un riconoscere che l’essere umano vive e si nutre di apprendimento continuo e assegna un valore, lungo tutta la sua vita, alla conoscenza.

Allora, da dove partire?

IL’introduzione progressiva dell’intelligenza artificiale (IA) nei processi del terzo settore e della filantropia può rappresentare un’occasione decisiva per ripensare il valore della conoscenza, non più semplicemente come un patrimonio statico o un repertorio da aggiornare, ma come una pratica dinamica e condivisa, capace di rimettere realmente al centro l’intenzionalità umana. Se concepita come una leva formativa, e non come una mera scorciatoia operativa, l’IA può rendere evidente come il sapere non sia mai solamente individuale, ma debba nascere negli spazi di relazione e nella ricchezza della tensione dialettica.

Al contempo, l’IA apre la possibilità di una agency collettiva più pervasiva, più profonda, capace di amplificare – e non di sostituire – il giudizio umano. La collaborazione con l’IA richiede un modo di pensare necessariamente più dialogico, sistemico, consapevole delle interdipendenze. Ed è proprio su questa soglia di trasformazione che la fiducia, la speranza e la visione di lungo periodo devono essere concepite come competenze, portando le persone a pensare insieme, a costruire scenari condivisi e a sostenersi nella volatilità delle condizioni, riconoscendo che la complessità richiede la collaborazione sostanziale tra una pluralità di menti, di sensibilità, di immaginazioni.

Se vuoi conoscere di più dei nostri servizi o vuoi unirti a noi scrivici!